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Contratti

Contratto a prezzo indicizzato: una scelta che porta al risparmio

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“Per ottenere il massimo del risparmio, conviene puntare su un contratto a prezzo indicizzato”. Lungi dal volerlo far passare per un assioma, siamo convinti che, qualche volta, ti sarai imbattuto in un consiglio simile. Nel lanciare una gara per la scelta di un nuovo fornitore energetico, infatti, uno dei dilemmi più frequenti è proprio quello relativo alla tipologia di contratto: meglio un prezzo fisso o un prezzo indicizzato? Entrambe le formule presentano dei pro e dei contro.
Partendo dal concetto che scegliere il prezzo fisso implica pagare una cifra pre-stabilita e costante per tutta la durata della fornitura e che ciò implica:

• poter prevedere a budget una cifra precisa, che dipenderà solo dai reali volumi consumati dall’azienda (vantaggio)

• comprare energia allo stesso costo, anche se il mercato flette (certamente uno svantaggio)

Oggi vogliamo parlare del contratto a prezzo variabile, per provare a testare la veridicità dell’affermazione dalla quale siamo partiti.
Perché conviene puntare su un contratto a prezzo indicizzato?

 


I “contro” del prezzo indicizzato

“Un costo variabile, fluttuante, praticamente fuori dal nostro controllo”: è questo il concetto che incute timore e genera una naturale diffidenza. Il mercato potrebbe precipitare (dunque dare l’opportunità di un grosso risparmio) oppure impennare all’improvviso (perciò generare costi aggiuntivi). Di fronte all’imprevedibilità, il prezzo indicizzato fa ancora paura ai più; a meno che l’azienda non sia affiancata da un consulente esperto in materia di trading dell’energia.
Ma le cose stanno davvero così?

 


Le leggende (false) sui contratti a prezzo variabile

Miti e leggende esistono dalla notte dei tempi. Sul prezzo indicizzato ne sopravvive una assolutamente lontana dalla realtà, quella secondo la quale la scelta di un prezzo variabile impedisce di prevedere i budget. Nulla di più fantasioso!
Infatti, optare per un contratto a prezzo variabile, ottimizzandolo in anticipo, consente di fissare anche il 100% del prezzo prima della data in cui il budget futuro dovrà essere previsto. Non è chiaro? Facciamo un esempio.
Se sigliamo un contratto a prezzo variabile ad aprile 2020 per il 2021 ed effettuiamo entro dicembre 2020 tutti i fixing del prezzo, conosceremo con largo anticipo il budget del 2021.


Tutta la verità sui contratti a prezzo variabile

Arera, Autorità di regolazione per Energia, Reti e Ambiente , definisce il contratto a prezzo indicizzato sottolineando che “il prezzo della componente energia in bolletta varia automaticamente in base alle variazioni di un indice di riferimento”.
Le variazioni di prezzo alla Borsa energetica, pertanto, non possono essere repentine e, anzi, seguono modelli matematici che svelano i trend di mercato in maniera piuttosto affidabile e precisa.
Dunque, la “vera verità” è che il mercato non è così imprevedibile come sembra.

Ne derivano una serie di vantaggi:
- in caso di flessione del mercato i risparmi potrebbero rivelarsi davvero consistenti;
- I rischi per i fornitori diminuiscono sensibilmente e quindi il prezzo proposto sarà più interessante per i clienti.
- la frequenza delle possibili variazioni e il meccanismo d’indicizzazione adottato (stabiliti a contratto con il fornitore) lasciano al cliente un ampio margine di manovra che permette di fissare il prezzo quando vi è un’opportunità concreta di risparmio;
- Con larghissimo anticipo (anche di molti mesi) si può stipulare un nuovo contratto a prezzo variabile quando il mercato è in forte ribasso e farlo partire dall’anno successivo.

 


Le regole per scegliere il prezzo indicizzato

Certo, il prezzo variabile presenta una certa quota di rischio, che non tutte le aziende possono permettersi, ma se:
- si segue il mercato;
- si decide per strategia che vale la pena di correre un minimo rischio;
- se si sfruttano i nuovi strumenti digitali capaci di monitorare il mercato in tua vece e suggerirti quando approfittare dei ribassi;

il contratto a prezzo indicizzato non ha rivali in termini di possibilità di risparmio.

 

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