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Contratti

I 5 Clichè più comuni sui contratti di fornitura energetica aziendale

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Vengono dati per scontato, sembrano insignificanti eppure sono pericolosissimi.

I clichè sono convinzioni errate, luoghi comuni, dettagli, e cascare nel loro tranello può portare a ingenti spese. Molto probabilmente l’energy management viene percepito come molto complesso per via di convinzioni e credenze errate che pesano sulle scelte degli energy manager. Ci siamo domandati quali siano tutti gli errori più comuni che si possono commettere in fasi delicate come quella della stipula del contratto o la scelta della strategia di prezzo. Abbiamo selezionato cinque tra i cliché più  insidiosi e comuni dai quali bisogna mettersi in guardia!

 


1. Le clausole di contratto sono nascoste e non contano

Si sottovaluta l’importanza delle clausole all’interno del contratto di fornitura energetica. Tuttavia, ci sono clausole determinanti per la valutazione del contratto. Spesso gli unici elementi sui quali il cliente erroneamente focalizza l’attenzione  quando ha di fronte un contratto di fornitura, sono quantità e prezzo, mentre le condizioni generali vengono sottovalutate.  Accade che le condizioni particolari, sebbene vengano negoziate, sono considerate il solo ed unico contratto e non vengono mai lette insieme alle condizioni generali, pur facendone parte integrante, essendo un atto modificativo e integrativo.

Come per esempio il tacito rinnovo delle condizioni generali, i termini di pagamento e di preavviso per terminare la fornitura ed altre condizioni. Ignorando queste voci del contratto si rischia di sostenere spese considerevoli, perciò accertati di aver ben  chiaro quali sono tutti i vincoli presenti nel contratto che firmi.


2.  L’unico aspetto che porta al risparmio è il prezzo

È convinzione ma del tutto fuorviante che “la proposta commerciale più vantaggiosa sia quella che assicura il maggior risparmio sul prezzo di acquisto”. Per ottenere un risparmio significativo tieni a mente una cosa: Il prezzo da solo non basta!  La vera convenienza arriva valutando la qualità dell'offerta di fornitura energetica. Si costruisce nel lungo periodo, con il giusto mix di servizi ricevuti e costi.

  • Prima di tutto valuta chiarezza e trasparenza del fornitore a cui ti affidi. Ricordati che in quanto cliente, hai il diritto di ricevere ogni informazione in maniera precisa, veloce e puntuale. Quindi la chiarezza della fattura e la documentazione, un sito ben organizzato con fatture dei contratti e dati di consumo accessibili, la puntualità nella fatturazione e non meno importante la disponibilità degli operatori al telefono. Sono tutti criteri che innalzano di tanto la qualità di un fornitore. 
  • La fattura emessa dai fornitori italiani di energia, spesso è poco trasparente. I casi critici sono due: troppi dettagli, o troppo pochi. Ciò accade spesso, nonostante nel 2011 l'Authority abbia chiesto di semplificare il linguaggio delle bollette. Alcuni fornitori hanno cercato di rendere i propri documenti più comprensibili  dividendo le voci di prezzo in tre gruppi: oneri generali, imposte, servizi di rete e servizi di vendita.
  • Ricorda che la "Disciplina dei livelli specifici e generali di qaulità commericiale dei servizi di distribuzione e vendita del gas", emanata nel 2001 dall' ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente ha fissato gli standard nazionali di qualità commerciale e li ha resi uniformi su tutto il territorio nazionale. Quindi validi per tutti i fornitori. Tuttavia la tecnologia è in continua evoluzione e alcuni fornitori si distinguono offrendo servizi aggiuntivi che  semplificano ulteriormente il rapporto tra fornitore e azienda cliente.
                                                                                                                         
    3. Il digitale non garantisce la sicurezza

Per l’invio dei dati bisogna superare la convinzione che sul digitale
sia meno sicuro inviare informazioni ai fornitori.

Il digitale non solo permette di velocizzare l’invio di una richiesta

di offerta, ma al contrario, rende questo processo sicuro,

più trasparente, meno complesso e meglio organizzato.

Quindi il digitale non va visto unicamente come se fosse una confort zone, dove si può ottenere qualsiasi risposta, nel minor tempo possibile, senza commettere troppo sforzo. Ma è anche una safe zone, perchè rende più semplice e sicuro trasferire al fornitore tutte quelle informazioni che saranno necessarie per ricevere un'offerta personalizzata per un contratto di fornitura energetica.

 

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4. I contratti a prezzo variabile sono più rischiosi


Scegliere un contratto a prezzo variabile è rischioso sopratutto quando non si possiede il Know How del mercato, o non si ha sufficiente tempo da dedicare. Coloro che si dicono contrari ai contratti indicizzati spesso riscontrano tre tipi di problematiche:

  • Avere una visione del mercato e stabilire una strategia di gestione del rischio è un’operazione complessa, a causa della frammentazione dei dati e della mancanza di completezza delle informazioni. Occorre impiegare molto tempo e competenze specifiche per monitorare l’andamento dei mercati dell’energia elettrica e del gas.  
  • Capire quando sia il momento giusto per acquistare energia elettrica e gas, è la domanda che preoccupa tutti gli energy manager. Per dare una risposta a questa domanda è necessario possedere un'alta expertise e seguire costantemente l'andamento del mercato. Motivo per cui è necessaria una consulenza esterna, spesso però fin troppo onerosa per le aziende. 
  • La responsabilità di un eventuale fallimento ricade tutta su di una sola persona, che poi faticherà a spiegare l'errore ai vertici aziendali, data la difficoltà di cui abbiamo parlato prima nel reperire informazioni riguardo il mercato.  
    Con le giuste conoscenze ed i giusti strumenti, però, è possibile interpretare correttamente l’andamento del mercato e prevedere le mosse strategiche, ottenendo risparmi considerevoli sul budget aziendale.

5. Con un contratto a prezzo variabile non posso prevedere un budget 

  

In molti  nutrono la convinzione che per prevedere un budget di spesa che includa la propria fornitura energetica, la sola opzione possibile sia quella di contrattualizzare a prezzo fisso. In realtà anche attraverso un contratto a prezzo variabile è possibile prevedere un determinato budget. Però per poter avere una previsione del budget attendibile è necessario aver effettuato tutti i fixing sul contratto indicizzato, fino ad aver raggiunto il 100% dei volumi consumati al momento del calcolo del budget. 

 

Come tutti i cliché, anche questi clichè sui contratti energetici, nascondono un fondo di verità, per questo è necessario valutare la realtà dei fatti basandoci anche sulle credenze diffuse, cioè i "clichè", ma guai a non metterli mai in discussione.  

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