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Fixing annuali, sui quarters o sui mesi. Come scegliere?

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Prima di scegliere un contratto indicizzato con fixing è necessario valutare i pro e i contro di questo rispetto ad un contratto a prezzo fisso, fare considerazioni sugli strumenti a disposizione per gestirlo e comprendere se, rispetto alle necessità, è effettivamente la scelta migliore.

Compiuta questa scelta, però, c’è un’altra domanda che è importante porsi, ovvero su quale periodi fare i fixing? Su un anno, sui quarters o sui mesi? Come si fa a scegliere quale di queste opzioni fa al caso nostro?

Come diciamo sempre, la risposta è: dipende! Da cosa? Dalle nostre necessità, dalle nostre attitudini e dai nostri obiettivi! Vediamo come le diverse opzioni rispondono alle diverse situazioni.

Come scegliere i fixing sull’anno

Avere un contratto con fixing annuali significa che il fornitore ci dà la possibilità di stabilire in diverse tranche il prezzo da pagare per delle quote di volumi “spalmate” sull’intero anno. Ad esempio, fissare il 25% dei volumi con un fixing annuale vuol dire bloccare il prezzo del 25% dei consumi di tutti i mesi e di tutti i giorni.

Pro e contro:

  • È adatto a clienti che hanno consumi tendenzialmente stabili nel corso dell’anno e che non hanno quindi un periodo particolare nel quale consumano molto di più o molto di meno e che, quindi, potrebbe necessitare di un fixing ad hoc.
  • Entro la fine di dicembre dell’anno prima so già se l’anno successivo avrà un prezzo variabile (se non ho fatto fixing), parzialmente variabile (se ho fatto fixing ma non per il 100% dei volumi) o fisso (se ho fatto fixing del 100% dei volumi).
  • Può dunque essere utilizzato dai clienti che, in ottica di budget, vogliono entrare nell’anno di consumo con un prezzo fisso ma preferiscono avere la possibilità di determinare questo prezzo in più tranche (fixing) nel corso dell’anno precedente per diminuire il rischio di fissare tutto il prezzo in un unico momento (magari proprio quando i prezzi sono ai massimi).

 

  • E’ una valida scelta anche per i clienti che vorrebbero avere il tempo di scegliere, con calma e seguendo l’evolversi dei mercati, se mantenere un prezzo variabile o fisso, invece di compiere questa scelta in fretta a fine anno.
  • E’ poco laborioso, perché il numero dei fixing da fare è relativamente basso (non devo farne un tot per ogni mese o ogni trimestre).
  • Durante l’anno di consumo non devo effettuare più alcuna scelta, il che, se da un lato può essere meno faticoso, dall’altro non consente alcuna ottimizzazione infra annuale.
  • Per essere uno strumento di ottimizzazione, l’ideale sarebbe che il periodo nel quale valutare i fixing fosse sufficientemente lungo, di qualche mese se non addirittura di quasi un anno. Avrebbe poco senso scegliere questa modalità firmando il contratto a prezzo indicizzato a novembre e facendo i fixing solo nel corso del mese di dicembre.

Come scegliere i fixing sui quarters

Avere un contratto con fixing trimestrali (o sui quarters) significa che il fornitore ci dà la possibilità di stabilire in diverse tranche il prezzo da pagare per delle quote di volumi in un trimestre dell’anno ben preciso. Ad esempio, fissare il 25% dei volumi con un fixing sul Q1 (primo trimestre dell’anno) vuol dire bloccare il prezzo del 25% dei consumi del mese di gennaio, il 25% dei consumi di febbraio e altrettanto per i volumi di marzo, non compiendo alcuna scelta per i trimestri successivi.

Pro e contro:
  • È adatto a clienti che hanno consumi poco stabili nel corso dell’anno e che desiderano la possibilità di studiare adeguatamente il pricing dei trimestri nei quali consumano i volumi maggiori.
  • E’ altresì adatto per clienti con consumi stabili nel corso dell’anno ma che desiderano avere la possibilità di sfruttare l’ottimizzazione infra annuale, senza dover scegliere il prezzo l’anno precedente quando magari, per gli ultimi mesi dell’anno successivo, è ancora poco chiaro cosa potrebbe succedere sui mercati.
  • Consente di arrivare (quasi) all’ultimo momento prima della delivery per compiere la scelta sul trimestre.
  • E’ una formula adatta per fissare il prezzo (anche il 100%) solo di alcuni periodi dell’anno, lasciando il resto dei consumi a prezzo variabile o parzialmente variabile. Ad esempio si può scegliere di fissare il prezzo per i trimestri invernali (Q1-Q4) e lasciare Q2 e Q3 a prezzo variabile.
  • Richiede certamente un impegno maggiore rispetto al fixing annuale (il numero dei fixing da fare a parità di volumi è 4 volte tanto) e un presidio assiduo sui mercati, per poter compiere le scelte nel momento adatto.
  • Non è lo strumento migliore per i clienti che, in ottica di budget, desiderano iniziare l’anno di consumo con un prezzo fisso per tutto l’anno di consumo, perché il risultato di un fixing annuale o di un fixing (contemporaneo) sui 4 trimestri è il medesimo.

Come scegliere i fixing sui mesi

Avere un contratto con fixing mensili significa poter stabilire in diverse tranche il prezzo da pagare per delle quote di volumi in ogni mese di consumo.


Pro e contro:

  • È adatto a clienti che hanno consumi molto discontinui nel corso dell’anno e che desiderano la possibilità di studiare adeguatamente il pricing dei mesi nei quali consumano i volumi maggiori.
  • E’ anche adatto per clienti che, a prescindere dalla regolarità dei consumi, hanno dei volumi molto consistenti da gestire e desiderano dunque spingere al massimo l’ottimizzazione, sia nel corso dell’anno precedente, che nell’anno di delivery.
  • Richiede un impegno molto elevato sia per quanto riguarda il numero dei fixing sia per l’attenzione al mercato.
  • La possibilità di richiedere i fixing per dei mesi molto lontani (ad esempio per il mese di dicembre nel corso del mese di gennaio) è limitata dal fatto che sul mercato i prodotti spesso non sono quotati. Per questo motivo l’opzione di fixing sui mesi viene spesso combinata con quella dei fixing sui quarters.

Come scegliere dunque fra queste opzioni di fixing quella più adatta?

  1. Innanzitutto bisogna valutare quali sono le offerte dei fornitori. Non a tutti i clienti viene offerta, ad esempio, l’opzione di fixing mensili, perché tendenzialmente i volumi devono essere sufficientemente alti da consentire al fornitore le coperture sul mercato all’ingrosso e di ottenere un margine dal maggior impegno profuso nella gestione del contratto.

  2. Una volta capito a quale tipologia di offerta abbiamo accesso, dobbiamo valutare anche quale si adatta meglio al raggiungimento dei nostri obiettivi. Se abbiamo una logica di budget o se siamo spinti dalla necessità di ottimizzare al massimo i costi dovremo optare per uno piuttosto che per l’altro.

  3. Ultimo elemento utile per la valutazione è la capacità di presidiare il mercato con costanza in modo da richiedere i fixing nel momento giusto. Un fixing sui mesi richiede un impegno molto maggiore in questo senso rispetto al fixing sui quarters, e dunque si devono avere a disposizione le competenze, il tempo e gli strumenti da dedicare a questa attività. Il fine, insomma, deve giustificare i mezzi.

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